Quando un IEP si classifica al 138° posto su 147 in una graduatoria di giurisprudenza, pur offrendo una formazione multidisciplinare, si capisce quanto sia profondo il malinteso. Sciences Po Saint-Germain-en-Laye è al centro di un disaccordo ricorrente tra gli analisti dell’istruzione superiore, non sulla qualità dell’istituto, ma su ciò che le classifiche misurano davvero.
Classifica DAUR in giurisprudenza: un indicatore inadatto agli IEP multidisciplinari
La classifica DAUR 2024 colloca il diploma di Sciences Po Saint-Germain-en-Laye al 138° posto su 147 in giurisprudenza. Il dato circola, preoccupa i candidati e alimenta le discussioni sui forum dedicati all’orientamento. Il problema è che mette a confronto un percorso multidisciplinare (scienze politiche, relazioni internazionali, economia, lingue) con corsi di studio esclusivamente giuridici.
Applicare a un IEP una griglia di valutazione pensata per le facoltà di giurisprudenza equivale a giudicare un decatleta soltanto per la sua prestazione nei 100 metri. La posizione nella classifica DAUR non riflette la qualità complessiva della formazione, ma un ambito di analisi limitato a una disciplina tra le tante. Consultando le opinioni su Sciences Po Saint-Germain-en-Laye, questa precisazione metodologica ricorre sistematicamente.
Le classifiche di Figaro Étudiant adottano un approccio diverso, misurando la selettività tramite Parcoursup e la media dei voti degli ammessi al baccalauréat. Questi criteri, più trasversali, restituiscono un ritratto diverso dello stesso istituto. Due classifiche, due metodologie, due verdetti opposti sullo stesso IEP.

Concorso comune degli IEP: perché l’assegnazione rende più difficile interpretare le classifiche
Sciences Po Saint-Germain-en-Laye fa parte della rete dei sette IEP che condividono un concorso comune. I candidati sostengono le stesse prove e poi indicano le proprie preferenze per i campus. L’assegnazione dipende dal punteggio ottenuto al concorso, dalle preferenze espresse e dal numero di posti disponibili in ciascun istituto.
La scelta del campus è il risultato di un compromesso tra punteggio, posizione geografica e preferenze, non di un giudizio sulla qualità didattica. Un candidato che indica Saint-Germain-en-Laye come prima scelta e viene ammesso non ha «fallito» rispetto a chi è stato ammesso a Lille o Lione. Eppure, i meccanismi di assegnazione alimentano questa impressione nelle classifiche informali che gli studenti delle superiori stilano tra loro.
Questo sistema condiviso pone un problema concreto a chi elabora le classifiche: come isolare i risultati di un campus quando il bacino di candidati è comune? I tassi di ammissione variano a seconda delle sessioni e delle fonti, rendendo fragile qualsiasi confronto annuale se non si specifica con precisione l’ambito considerato.
Cosa non dicono i tassi di selettività
Un IEP può registrare un tasso di ammissione basso perché attira moltissimi candidati (effetto notorietà) oppure perché offre pochi posti (effetto capacità). Le due situazioni producono lo stesso dato, ma non descrivono la stessa realtà. Saint-Germain-en-Laye, istituto più recente rispetto a Bordeaux o Lille, sconta inevitabilmente una minore notorietà, che incide sul numero di candidature e, di conseguenza, sui tassi di selettività pubblicati.
Le specializzazioni di Sciences Po Saint-Germain-en-Laye alla prova dei criteri delle classifiche
Ogni IEP sviluppa ambiti di specializzazione che lo distinguono dagli altri. Saint-Germain-en-Laye ha costruito la propria identità attorno a temi specifici, attirando un profilo mirato di candidati. Le classifiche generaliste faticano a cogliere questa dimensione perché i loro criteri (stipendio all’uscita, reputazione presso i selezionatori, rete degli ex studenti) favoriscono strutturalmente gli istituti situati nelle grandi metropoli economiche.
Un IEP situato nell’Île-de-France, ma fuori Parigi, si trova in una posizione paradossale: è geograficamente vicino al mercato del lavoro dell’area parigina, ma non gode del prestigio associato a un indirizzo nella capitale. Le classifiche basate sullo stipendio iniziale favoriscono gli IEP delle metropoli con redditi elevati, a prescindere dalla qualità dell’insegnamento impartito.
Tre fattori spiegano perché le classifiche divergono su questo IEP:
- L’ambito disciplinare considerato (solo giurisprudenza, scienze politiche, formazione generalista) cambia radicalmente la posizione in classifica
- Gli indicatori di reputazione si basano su sondaggi dichiarativi rivolti a selezionatori che conoscono meglio gli IEP storici rispetto agli istituti più recenti
- I dati sull’inserimento professionale aggregano coorti di dimensioni molto diverse, rendendo fragili i confronti statistici tra un IEP piccolo e uno grande
Come interpretare una classifica degli IEP: le domande concrete da porsi
Invece di cercare «la» classifica migliore, è più utile capire che cosa misura ciascuna graduatoria e che cosa tralascia. Un candidato che punta a una carriera internazionale ha esigenze diverse da chi aspira a entrare nell’alta amministrazione pubblica territoriale.
- Verificare se la classifica riguarda un ambito specifico (giurisprudenza, management) o l’intero percorso formativo dell’IEP
- Controllare l’anno a cui si riferiscono i dati, perché tra la raccolta e la pubblicazione possono trascorrere anche due anni
- Distinguere la selettività in ingresso (che misura l’attrattività) dall’inserimento professionale in uscita (che misura la corrispondenza con il mercato del lavoro)
- Verificare se la classifica include Sciences Po Paris, che segue un modello molto diverso da quello degli IEP regionali, oppure confronta soltanto gli istituti della rete comune
Una classifica è utile quando se ne comprende la metodologia. Senza un’analisi critica, la posizione indicata è solo un numero privo di contesto. Nel caso di Sciences Po Saint-Germain-en-Laye, il disaccordo tra gli esperti riguarda meno l’istituto in sé che lo strumento di misurazione scelto: basta cambiare termometro perché cambi anche la temperatura indicata.



